DARIO BUSI

DARIETTO

La Val Taleggio Trail è dedicata alla memoria di Dario Busi, Darietto per i tanti suoi amici, scomparso improvvisamente nella notte di capodanno del 2015. La dedica è stata fortemente voluta perché il mondo dello skyrunning deve molto a questo uomo, che ha contribuito a creare intorno a questo sport, ancora in fase embrionale, un movimento che lo ha portato a diventare, oggi, una disciplina molto amata dagli atleti e sempre più seguita dal pubblico. Dario aveva capito che si doveva consentire a chiunque di vivere l’ambiente di montagna e con lo sport di poteva raggiungere questo obiettivo.

Dario Busi per tutti Darietto

Dario era nato nel 1950 a Piazza Brembana da mamma Maria e papà Antonio, che lavorava come muratore in Svizzera, primogenito di due figli. Ha seguito gli studi di ragioneria a Valnegra e aiutava i genitori nella gestione di un bar.

La famiglia si è poi trasferita a Sottochiesa, in Val Taleggio, dove ha aperto il ristorante “Conca verde”. La sua vita è quindi trascorsa per la maggior parte proprio in Val Taleggio.

Nel 1983 ha costituito, in collaborazione con Andreina Magni, la Cooperativa Onlus Le Grigne di Primaluna, un centro per disabili che oggi conta tre strutture nella provincia di Lecco. A questa iniziativa Dario ha dedicato gran parte della sua vita lavorativa. Andreina ha sempre aiutato a gestirla, ed ora ne è il presidente.

Dario Busi per tutti Darietto

Molte persone però lo conoscevano anche per la sua smisurata passione per lo skyrunnig e lui, che per un problema fisico non ha mai potuto correre, ha saputo amare questo sport al punto di diventare prima segretario della Federazione Italiana Skyrunning e poi presidente dell’Assemblea Nazionale. La Federazione Italiana Skyrunning gli ha dedicato la sua Scuola Nazionale di formazione degli istruttori e allenatori federali.

Dario aveva praticato lo sci di fondo e nel 1992 fu la “mascotte vivente” della squadra azzurra di fondo alle Olimpiadi di Lillehammer.

Dario era molto amato dagli atleti perché in ogni sua azione traspariva l’immensa passione per questo sport e, nonostante non avesse mai potuto praticarlo, comprendeva la fatica, gli sforzi e l’impegno degli atleti e, per loro, aveva sempre una parola di incoraggiamento. Dario infatti è stato anche lo speaker, oltre che organizzatore, di numerosissime gare: era un piacere sentire la sua cronaca di gara perché conosceva la carriera sportiva di gran parte degli atleti, e per ognuno aveva una parola di sostegno. La migliore accezione dello spirito sportivo era ciò che guidava Dario in questa sua grande passione.

Siamo certi che Dario avrebbe amato questa gara, come ha amato le prime gare di questa specialità che proprio lui organizzava nella sua Valle, e metteremo tutto il nostro impegno per cercare di essere all’altezza della dedica che gli abbiamo tributato.